Fioriterapia

Si può dire che la floriterapia non agisce sulla malattia ma sulle emozioni che potrebbero averla scatenata o quelle che la persona prova a causa di essa. Secondo i recenti studi sempre più si trova un collegamento fra i sintomi fisici della persona e i suoi stati emozionali (vedasi P.N.E.I Psico-neuro-endocrino-immuonologia). Fenomeno che da millenni sta alla base della medicina tradizionale cinese e indiana. Stress, rabbia, risentimento, senso di colpa, tristezza, frustrazione per tempi prolungati possono influenzare le funzioni organiche, ormonali, cellulari, il ritmo cardiaco, accumulare tossine che inducono a stati infiammatori. I costanti doveri e la pressione verso prestazioni sempre più alte che contraddistinguono la società odierna concorrono a indurre stili di vita nocivi che portano ad avere un atteggiamento molto severo e critico verso se stessi insinuando di conseguenza un profondo senso di sconforto, paura, preoccupazione, rabbia, ansia, tensione nervosa. Il Dottor Bach aveva anticipato i tempi scoprendo e studiando a fondo la correlazione tra malattia ed emozioni; luminario del mondo della medicina arrivò a trovare i rimedi capaci di riarmonizzare lo stato d’animo dell’essere umano. I fiori agiscono sul piano energetico dell’individuo e lo riportano in uno stato di armonia. Nel rimedio floriterapico non è presente alcun tipo di principio attivo (come invece accade nella fitoterapia) bensì è contenuta l’informazione vibrazionale del fiore, la quale agisce sul nostro organismo a un livello più sottile, un po’ come un diapason, va riarmonizzando le nostre frequenze vibrazionali cellulari. Sebbene la sua composizione sia estremamente delicata, le sue proprietà possono essere invece molto efficaci e veloci. Senza voler nutrire aspettative, (non si tratta di un medicamento!), io stessa ho visto risolversi casi complessi in poche settimane.

Effetti collaterali? Interferiscono con i medicamenti allopatici?

La floriterapia non è assolutamente pericolosa; non più di quanto potrebbe esserlo bere dell’acqua. Poiché nei preparati non sono presenti principi attivi come ad esempio lo sono in un rimedio fitoterapico (prodotti erboristici, tisane), i rimedi floriterapici NON interferiscono con l’azione di altri medicamenti, anzi, capita sovente che migliorando lo stato emotivo della persona, questa risponda meglio alle cure e addirittura ne subisca meno negativamente gli effetti collaterali.

La floriterapia viene anche impiegata come supporto a cure chemio e/o radio terapiche per l’effetto drenante e protettivo che esse sono in grado di apportare. 

Come accade in omeopatia, raramente potrebbero verificarsi ad inizio cura, un leggero intensificamento dei sintomi per un breve lasso di tempo; sono episodi sporadici che il floriterapeuta sa prevedere ed eventualmente gestire con il cliente.

Si consideri che la floriterapia è ampiamente usata con i bambini, anche sotto un anno di età proprio per la sua assenza di effetti collaterali e delicatezza di azione! 

I rimedi floreali non sono medicamenti, non combattono la malattia, ma sviluppa le qualità che permettono all’individuo di superarla.

E’ sempre importante rivolgersi a floriterapeuti esperti, poiché la loro efficacia è data dalla giusta scelta dei fiori e la loro combinazione tra loro.

 

 

 

Cenni storici della floriterapia

Edward Bach, medico, ricercatore, immunologo molto affermato in ambito medico inglese e oltre oceano a inizio ‘900, in seguito alle sue attente osservazioni notò che il profilo caratteriale della persona aveva una valenza molto importante nella risposta farmacologica ed esito delle sue cure mediche. Trovò riscontro a queste sue valutazioni quando aggiunse alla sua formazione medica lo studio dell’omeopatia in cui si laureò di seguito. Divenne famosissimo grazie ai suoi vaccini orali per la cura delle malattie croniche. Nonostante la sua grave situazione di salute, fu diagnosticato un tumore alla milza che lo condannava a un massimo di 3 mesi di vita, proseguì la sua affannosa ricerca e superando ogni pronostico, guarì totalmente. Sempre più sicuro delle sue scoperte e della connessione tra stato d’animo e malattia, concentrò tutte le sue ricerche in questa avanguardistica intuizione, abbandonando l’ambiente medico, i vari ambulatori in cui esercitava e laboratori per ritirarsi in campagna alla ricerca dei rimedi che sentiva avrebbe trovato solo in natura. Arrivò ad ultimare la sua grande impresa con la creazione di 38 rimedi floreali. Pochi mesi dopo aver ultimato le sue ricerche, morì serenamente nel sonno.

Sulle orme degli studi di Bach nel mondo sono state create altre gamme di rimedi floriterapici (fiori australiani, californiani, francesi) con piante di queste regioni, arricchendo ulteriormente questa affascinante disciplina. Altri studiosi si sono distinti invece per aver dedicato la vita ad approfondire le intuizioni di Bach quali Dietmar Kramer e Ricardo Orozco offrendone ulteriori benefici e applicazioni diversificate.